“Ho sempre sognato di ristrutturare un antico immobile rurale per dargli una seconda vita conservando la sua unicità, senza stravolgerlo. L’idea era di trasformarlo in una struttura ricettiva accogliente in cui ospitare i turisti e farli sentire a casa, dare la possibilità di vivere a stretto contatto con la natura, conoscere il nostro territorio e le nostre tradizioni. Quando ho visto per la prima volta la massarì d l’urjtèn, cioè la masseria dell’oritano, è stato un vero colpo di fulmine, non potrei definirlo diversamente. Gli edifici e il terreno erano in uno stato di totale abbandono ma mi sono subito innamorata di questo luogo e della splendida vista sul golfo di Taranto con i monti della Calabria perfettamente delineati dai colori del tramonto. Ho iniziato ad immaginare la vita quotidiana degli ex inquilini. Mi sembrava quasi di sentire e vedere bambini giocare sull’aia o nel cortile, dondolarsi su un’altalena appesa a quei grossi e forti rami, gli adulti lavorare in casa o nei campi, le donne preparare il pranzo in quel grande caminetto con le pareti annerite dall’usura e dal tempo. Non so spiegare quello che ho provato, so solo che sentivo di aver trovato quello che stavo cercando o, meglio, che quel posto aveva trovato me. Anche mio marito Raffaele ha avuto la mia stessa sensazione. Ci siamo guardati e abbiamo deciso che doveva essere nostra. Ed è stato così.”